Sovescio nel vigneto: come funziona, quando farlo e come gestire la biomassa

NOTIZIA · 05 ottobre 2026

La gestione del terreno è una parte fondamentale della conduzione del vigneto. Tra le tecniche che possono contribuire a mantenere il suolo in buone condizioni c'è il sovescio nel vigneto, una pratica che prevede la coltivazione di specifiche essenze erbacee tra i filari e la successiva gestione della loro biomassa.

Rispetto a una coltura destinata alla raccolta, nel sovescio la vegetazione viene coltivata con l'obiettivo di restituire al terreno parte della sostanza organica prodotta. La scelta delle specie, il momento della semina e quello della terminazione devono però essere valutati in funzione delle caratteristiche del terreno, dell'andamento climatico e delle esigenze della vite.

Cos'è il sovescio nel vigneto

Il sovescio nel vigneto consiste nella semina di una coltura erbacea, singola o composta da più specie, nell'interfila della vite. La vegetazione viene lasciata sviluppare per un determinato periodo e successivamente viene terminata attraverso operazioni come lo sfalcio o la trinciatura e, quando previsto dal sistema di gestione adottato, l'incorporazione della biomassa nel terreno.

L'obiettivo è utilizzare la coltura di copertura come fonte di biomassa da restituire al suolo, contribuendo alla gestione della sostanza organica e delle caratteristiche fisiche e biologiche del terreno.

Il sovescio non va quindi considerato semplicemente come una copertura vegetale permanente: è una coltura temporanea inserita all'interno della gestione del vigneto, che deve essere programmata insieme alle altre lavorazioni.

Per approfondire il funzionamento generale della tecnica e le principali colture utilizzabili, puoi consultare la nostra guida dedicata al sovescio come tecnica agricola.

Perché fare il sovescio nel vigneto?


L'inserimento del sovescio nella gestione dell'interfila può rispondere a diversi obiettivi agronomici. La vegetazione coltivata tra i filari permette infatti di mantenere una copertura del terreno durante il periodo scelto e di produrre biomassa che può successivamente essere gestita e restituita al suolo.

Tra i possibili vantaggi del sovescio nel vigneto rientrano:

- apporto di sostanza organica, grazie alla biomassa prodotta dalla coltura;


- miglioramento della struttura del terreno, in relazione alla quantità e alla tipologia di biomassa prodotta e alla sua gestione;


- protezione del suolo dall'erosione, soprattutto nei periodi in cui il terreno sarebbe maggiormente esposto agli eventi meteorici;


- maggiore attività biologica del terreno, legata alla presenza di residui vegetali e radici;


- aumento della biodiversità vegetale nell'interfila;


- possibilità di scegliere specie con caratteristiche differenti in funzione degli obiettivi della gestione del vigneto.


I benefici non sono però automatici e non dipendono esclusivamente dalla presenza della coltura. La scelta delle specie, la densità di semina, la durata della copertura e il momento della terminazione devono essere adattati alle condizioni del vigneto.


Sovescio e inerbimento del vigneto: qual è la differenza?


Sovescio e inerbimento sono tecniche che possono prevedere la presenza di una copertura vegetale nell'interfila, ma non hanno necessariamente lo stesso obiettivo né la stessa gestione.

Con l'inerbimento del vigneto, la copertura erbacea viene generalmente mantenuta e gestita attraverso sfalci o trinciature periodiche. Il sovescio, invece, prevede una coltura temporanea destinata alla produzione di biomassa, che viene successivamente terminata e, a seconda del sistema adottato, incorporata nel terreno.

La distinzione è importante perché cambia anche la gestione delle lavorazioni.

La scelta tra una tecnica e l'altra, o l'eventuale integrazione di diverse modalità di gestione dell'interfila, dipende dalle caratteristiche del vigneto, dal terreno, dalla disponibilità idrica e dagli obiettivi agronomici.


Quali colture scegliere per il sovescio nel vigneto?


La scelta delle essenze da utilizzare per il sovescio è uno degli aspetti più importanti della tecnica. Non esiste infatti una specie ideale per tutti i vigneti: la composizione della coltura deve essere valutata in relazione alle caratteristiche del terreno e agli obiettivi della gestione.

Tra le principali famiglie utilizzabili rientrano:

Graminacee


Le graminacee sono caratterizzate dalla capacità di produrre una quantità significativa di biomassa e possono essere inserite nei miscugli destinati al sovescio.

Leguminose


Le leguminose possono essere utilizzate nei miscugli per le loro caratteristiche agronomiche e per il loro rapporto con l'azoto atmosferico attraverso la simbiosi con i batteri azotofissatori.


Brassicacee


Le brassicacee possono entrare nella composizione dei miscugli destinati al sovescio grazie al loro sviluppo e alla produzione di biomassa.


Miscugli di specie


L'utilizzo di più specie permette di combinare caratteristiche differenti all'interno della stessa coltura. La composizione del miscuglio deve comunque essere scelta considerando il tipo di terreno, l'andamento climatico, la disponibilità idrica e le esigenze della vite.

La scelta delle essenze non dovrebbe quindi essere effettuata considerando soltanto la quantità di biomassa prodotta: è necessario valutare anche quando la coltura si sviluppa, quanto compete con la vite e come dovrà essere gestita successivamente.


Quando seminare il sovescio nel vigneto?


Il periodo di semina dipende dal clima della zona, dalle condizioni del terreno, dal ciclo delle specie utilizzate e dal momento in cui si prevede di terminare la coltura.

In molti sistemi viticoli la semina del sovescio viene programmata in autunno, dopo la vendemmia, così da sfruttare il periodo autunno-invernale per lo sviluppo della vegetazione. Il momento esatto dipende però dalle specie utilizzate, dalle condizioni climatiche e dalle caratteristiche del terreno.

Prima della semina è importante preparare adeguatamente il letto di semina. In funzione delle condizioni del terreno, si può procedere con una fresatura e un'erpicatura del terreno superficiale, così da ottenere una superficie sufficientemente affinata e uniforme. Nei terreni particolarmente pesanti o soggetti a compattazione, può essere valutata anche una lavorazione più profonda, come la ripuntatura, da effettuare prima delle lavorazioni superficiali.

La gestione della semina può variare anche in funzione dello sviluppo previsto per la coltura. Alcune essenze utilizzate per il sovescio possono infatti raggiungere dimensioni importanti durante il loro ciclo vegetativo. Nei vigneti in cui è necessario mantenere la possibilità di transitare e svolgere le normali operazioni nell'interfila, si può quindi valutare la semina a filari alterni, lasciando temporaneamente un'interfila libera per consentire il passaggio delle macchine.

Anche la scelta della seminatrice è importante. Quando si utilizzano miscugli composti da specie con semi di dimensioni differenti, la macchina deve permettere una distribuzione il più possibile uniforme, evitando concentrazioni eccessive o zone con scarsa presenza di seme. La profondità di deposizione deve inoltre essere adeguata alle caratteristiche delle essenze utilizzate: in generale, il seme destinato al sovescio viene collocato a profondità contenute, indicativamente entro pochi centimetri, per favorire una corretta germinazione.

Per preparare il terreno prima della semina è quindi fondamentale scegliere la lavorazione più adatta alle condizioni dell'interfila e utilizzare attrezzature in grado di operare rispettando gli spazi disponibili nel vigneto.


Quando terminare il sovescio nel vigneto?


La terminazione del sovescio rappresenta una fase particolarmente importante perché determina il passaggio dalla coltura in campo alla gestione della biomassa prodotta.

Il momento dell'intervento deve essere valutato considerando:

- lo stadio di sviluppo delle piante;


- la quantità di biomassa presente;


- le condizioni climatiche;


- la disponibilità idrica;


- le esigenze della vite nella fase di ripresa vegetativa;


- la necessità di evitare una competizione eccessiva per acqua e nutrienti.


Anticipare o posticipare eccessivamente l'intervento può modificare la quantità e le caratteristiche della biomassa ottenuta. Per questo la terminazione dovrebbe essere programmata in relazione all'intero ciclo della coltura e non considerata come una semplice operazione di sfalcio.

Come gestire la biomassa del sovescio


Una volta terminata la coltura, la biomassa deve essere gestita in modo coerente con il sistema di conduzione del vigneto.

La trinciatura può essere utilizzata per ridurre la vegetazione e distribuire il materiale vegetale nell'interfila, facilitandone la successiva gestione. In funzione delle condizioni del terreno e della strategia adottata, alla trinciatura possono seguire ulteriori lavorazioni finalizzate alla gestione o all'incorporazione dei residui.

La scelta della macchina deve tenere conto della quantità di vegetazione presente, della sua altezza e consistenza, della larghezza dell'interfila e della necessità di lavorare mantenendo un adeguato livello di precisione vicino alle piante.

In questa fase è quindi importante non considerare la trinciatura come un'operazione isolata: la gestione della biomassa deve essere inserita all'interno del piano complessivo di lavorazione del terreno del vigneto.

Come gestire il sovescio tra i filari


La gestione del sovescio non si conclude con la semina. Durante il ciclo della coltura è necessario monitorarne lo sviluppo e valutare il momento più adatto per intervenire, tenendo conto delle condizioni del terreno, dell'andamento climatico e delle esigenze della vite.

Quando la vegetazione ha raggiunto lo sviluppo desiderato, si procede con la sua terminazione attraverso le lavorazioni più adatte al sistema di conduzione del vigneto. La trinciatura permette di ridurre la vegetazione e gestire la biomassa nell'interfila, preparandola alle eventuali lavorazioni successive.

A seconda degli obiettivi e delle caratteristiche del terreno, la biomassa può essere lasciata sulla superficie oppure incorporata attraverso una successiva lavorazione. La scelta deve considerare anche l'umidità del terreno e le condizioni necessarie per evitare lavorazioni che possano compromettere la struttura del suolo.

Anche la distribuzione del sovescio nell'interfila può essere pianificata in funzione delle esigenze del vigneto. In alcuni casi, la semina a filari alterni permette di mantenere una parte dell'interfila disponibile per il transito delle macchine e per le operazioni necessarie alla gestione del vigneto, mentre la coltura si sviluppa nelle file interessate dal sovescio.


Semina sovescio tra i filari di un vigneto - Zanon


Quali macchine utilizzare per il sovescio nel vigneto?


La gestione del sovescio richiede attrezzature diverse a seconda della fase di lavoro e delle caratteristiche del vigneto. Dalla preparazione del terreno alla semina, fino alla terminazione della coltura e alla gestione della biomassa, è importante scegliere macchine compatibili con la larghezza dell'interfila e con le lavorazioni previste.

Per la preparazione del letto di semina, possono essere utilizzati erpici rotanti e fresatrici, in funzione del grado di affinamento richiesto e delle condizioni del terreno. Gli erpici rotanti, ad esempio, permettono di affinare e livellare il terreno preparando una superficie adatta alla semina.

Per la semina del sovescio, le seminatrici a spaglio permettono di distribuire in modo uniforme semi di erbe, cereali e legumi. La gamma Zanon comprende diversi modelli con larghezze di lavoro differenti, da scegliere in relazione alla superficie e alle caratteristiche del vigneto.

Quando la coltura ha raggiunto lo sviluppo previsto, la trinciatura permette di terminare la vegetazione e gestire la biomassa prodotta nell'interfila. In questa fase possono essere impiegate le trinciatrici Zanon, scegliendo tra le diverse configurazioni disponibili in base al trattore, alla larghezza dell'interfila e al tipo di vegetazione da gestire. La gamma comprende trinciatrici posteriori e testate interfilari, trinciatrici laterali, trinciatrici motorizzate e frontali, pensate per rispondere a differenti esigenze di gestione della vegetazione.per differenti esigenze operative.

Per interventi che richiedono di combinare più lavorazioni nella gestione del vigneto, il CTV BASE rappresenta una soluzione specificamente pensata anche per il sovescio. Il coltivatore porta-attrezzi può lavorare contemporaneamente interfila e sottofila e può essere configurato con diversi attrezzi, permettendo di adattare la lavorazione alle esigenze del vigneto.

La scelta dell'attrezzatura deve quindi partire dalla lavorazione da eseguire e dalle caratteristiche del vigneto: larghezza dell'interfila, tipologia e condizioni del terreno, sviluppo della vegetazione e potenza del trattore sono tutti elementi da considerare per individuare la soluzione più adatta.


Sovescio nel vigneto: una tecnica da integrare nella gestione del terreno


Il sovescio può rappresentare una soluzione interessante per inserire una coltura temporanea nella gestione dell'interfila e restituire al terreno parte della biomassa prodotta.

Il risultato dipende però dalla capacità di coordinare le diverse fasi: scelta delle specie, semina, sviluppo della coltura, terminazione e gestione della biomassa devono essere considerate come parti di un unico processo.

Per questo, prima di scegliere una tecnica o un'attrezzatura, è importante valutare le caratteristiche specifiche del vigneto e gli obiettivi che si vogliono raggiungere nella gestione del terreno.

Per individuare le attrezzature Zanon più adatte alle lavorazioni del tuo vigneto, contatta il rivenditore o l'agente Zanon più vicino.